La perla Akoya
Il freddo, e la lentezza che ne discende.
Akoya, in giapponese, significa perla coltivata. Nasce nelle baie fredde dell'arcipelago giapponese, dentro la Pinctada martensii, ostrica di piccola taglia molto sensibile alla temperatura dell'acqua: sotto i tredici gradi rallenta la deposizione della perlagione, e fra i ventitré e i trenta gradi la compie al meglio.
Da quella crescita lenta derivano le qualità che in una Akoya si cercano da un secolo: la nitidezza del lustro, la vivacità dell'oriente e la regolarità della forma. Il lustro è la luce che la superficie rimanda; l'oriente è l'iridescenza che affiora da sotto la superficie, prodotta dagli strati sottilissimi di aragonite. Sono anche le qualità che ne fanno la perla del filo, dove ogni gemma deve somigliare a quella accanto.
I diametri vanno da due a dieci millimetri, e le misure più diffuse stanno fra sette e otto. I colori nativi sono il bianco e il crema, con sfumature rosa o verdi.
Nelle Akoya della maison. Colore nativo · integrità e compattezza della perlagione · ogni gemma accolta soltanto quando lustro, oriente, forma e integrità strutturale corrispondono alle perle master MIMÍ.
I sette fattori con cui si legge una perla, e la differenza fra lustro e oriente: Come si valuta una perla. Che cosa determina il valore di una gemma: Che cosa determina il prezzo di una perla.
Testo a cura dei gemmologi MIMÍ Milano · aggiornato il 9 settembre 2026